Il quadro elettrico di casa è la scatola con gli interruttori che sta vicino all’ingresso o nel corridoio: da lì partono tutte le linee dell’appartamento ed è lì che qualcosa «salta» quando c’è un guasto. Qui trovi cosa c’è dentro, come leggere le sigle sugli interruttori, quante linee e quanti moduli servono per i tuoi metri quadri, quando sceglierlo da incasso o da parete e, soprattutto, cosa puoi fare da solo e cosa deve fare un elettricista.
Contatore e quadro non sono la stessa cosa
Il contatore è del distributore di energia: misura quanto consumi e stacca la corrente se superi la potenza del contratto. Il quadro elettrico è tuo: sta dentro casa, dopo il contatore, e protegge le persone e i cavi dell’impianto. Se salta il contatore stai consumando troppo in quel momento; se salta un interruttore del quadro c’è un guasto o un sovraccarico su una linea precisa.
Cosa c’è dentro un quadro elettrico di casa
Aprendo lo sportello trovi una fila (o più file) di apparecchi agganciati a una barra metallica, la guida DIN. Ogni apparecchio occupa uno o più «moduli» larghi 17,5 mm. In un quadro domestico ci sono di norma:
- L’interruttore generale: stacca tutto l’appartamento. Serve per lavorare in sicurezza e come interruttore di emergenza.
- Gli interruttori differenziali, il «salvavita»: misurano la corrente che entra e quella che torna; se una parte si disperde verso terra, per esempio attraverso una persona, aprono il circuito in pochi millisecondi. Nelle case si usano quelli da 30 mA, che la norma CEI 64-8 considera protezione addizionale contro i contatti diretti.
- Gli interruttori magnetotermici, uno per linea: proteggono i cavi. La parte «termica» interviene quando la linea è sovraccarica (troppi apparecchi insieme), la parte «magnetica» in un istante sul cortocircuito.
- I magnetotermici differenziali: le due funzioni in un solo apparecchio. Comodi quando vuoi un differenziale dedicato a una linea, per esempio la lavatrice o il condizionatore, così un guasto lì non spegne il resto della casa.
- Lo scaricatore di sovratensione (SPD), non sempre presente: scarica a terra i picchi dovuti ai fulmini o alle manovre della rete, a protezione di elettrodomestici e apparecchi elettronici. La guida Hager alla CEI 64-8 lo indica come raccomandato nei livelli 1 e 2 e sempre richiesto nel livello 3.
Nei quadri più vecchi trovi spesso un solo differenziale generale e due o tre magnetotermici (luci e prese): funziona, ma un guasto qualsiasi spegne tutta la casa, e un differenziale solo non rispetta più la dotazione minima della norma per gli impianti nuovi.
Come leggere le sigle su un interruttore
Sul fronte di ogni apparecchio ci sono poche sigle che dicono tutto. Prendiamo come esempio il magnetotermico differenziale BTicino GC8813AC16, i cui dati vengono dal catalogo BTicino:
| Sigla | Cosa vuol dire | Nell’esempio |
|---|---|---|
| 1P+N o 2P | quanti poli interrompe: fase più neutro (1P+N) o entrambi protetti (2P) | 1P+N nel nome, 2P nella tabella tecnica: i due poli vengono comunque interrotti |
| C16 | curva di intervento magnetico (C) e corrente nominale (16 A) | C16: adatto a una linea prese con cavo da 2,5 mm² |
| 30 mA (0,03 A) | corrente differenziale: quanta dispersione serve per far scattare | 30 mA, il valore per la protezione delle persone in casa |
| Tipo AC, A, F | quali correnti di guasto riconosce | AC: correnti alternate sinusoidali |
| 4,5 kA o 6 kA | potere di interruzione: il cortocircuito massimo che regge | 4,5 kA, il valore tipico per le abitazioni |
| 2 moduli | spazio occupato sulla guida DIN | 2 moduli |
Curva B o C. La curva dice a quante volte la corrente nominale scatta la protezione magnetica: la B è più sensibile e si usa per le luci e i circuiti con cavi lunghi, la C è la scelta normale per prese ed elettrodomestici, perché sopporta lo spunto dei motori senza scattare.
Tipo AC, A o F. Il tipo AC riconosce le correnti di dispersione alternate ed è quello più diffuso nelle case. Il tipo A riconosce anche le correnti pulsanti con componente continua, che gli apparecchi elettronici possono generare. Il tipo F è pensato per i carichi alimentati da inverter monofase, come lavatrici e condizionatori: la guida Hager alla CEI 64-8 raccomanda proprio il tipo F sulle linee di lavatrice e condizionatore fisso. BTicino descrive i suoi tipo F come apparecchi di tipo A con alta resistenza ai disturbi, quindi meno scatti intempestivi.
Potere di interruzione. 4,5 kA basta nella maggior parte degli appartamenti; 6 kA si sceglie quando l’impianto è vicino alla cabina o il distributore lo chiede. Se non lo sai, l’elettricista lo legge dai dati del punto di consegna.
Quante linee e quanti moduli servono
La norma CEI 64-8 (capitolo 37, ambienti residenziali) fissa un numero minimo di circuiti in base alla superficie dell’abitazione e a tre livelli di dotazione. Questi sono i valori riportati nella guida Hager alla CEI 64-8 per gli impianti residenziali:
| Superficie dell’abitazione | Livello 1 (minimo) | Livello 2 | Livello 3 |
|---|---|---|---|
| fino a 50 mq | 2 circuiti | 3 | 3 |
| da 50 a 75 mq | 3 circuiti | 3 | 4 |
| da 75 a 125 mq | 4 circuiti | 5 | 5 |
| oltre 125 mq | 5 circuiti | 6 | 7 |
Sempre secondo la stessa guida, la protezione differenziale va divisa su almeno due circuiti indipendenti (quindi almeno due differenziali), e la colonna montante con l’interruttore generale va dimensionata per almeno 6 kW. Il livello 1 è il minimo per un impianto nuovo o rifatto; il 2 e il 3 aggiungono funzioni domotiche e dotazioni maggiori.
Un esempio: appartamento di 90 mq
Per un appartamento di 90 mq al livello 1 servono almeno 4 circuiti. Un quadro ragionevole, un po’ sopra il minimo, può essere così:
| Apparecchio | Moduli |
|---|---|
| Interruttore generale 2P | 2 |
| Differenziale 2P 30 mA, zona giorno (luci e prese) | 2 |
| Differenziale 2P 30 mA, zona notte e bagno | 2 |
| Magnetotermico C10 luci | 1 |
| Magnetotermico C16 prese | 1 |
| Magnetotermico C16 cucina (piano cottura, forno) | 1 |
| Magnetotermico differenziale C16 lavatrice e lavastoviglie | 2 |
| Magnetotermico differenziale C16 condizionatore | 2 |
| Scaricatore di sovratensione | 2 |
| Totale | 15 moduli |
Con 15 moduli occupati, un centralino da 24 moduli lascia posto per aggiungere domani una linea per l’auto elettrica, il fotovoltaico da balcone o un’altra stanza. Prendere il quadro al pelo (12 moduli pieni) è l’errore più comune: la prima modifica obbliga a cambiarlo. Nei quadri da 36 moduli su tre file ci stai largo anche con una casa grande.
I moduli sono larghi 17,5 mm, quindi un centralino «da 12 moduli» ha una fila utile di 21 cm: controlla sempre il numero di moduli dichiarato dal produttore, non le dimensioni esterne.
Incasso o parete, IP40 o IP65
- Da incasso: il centralino entra in una scatola murata, sporge solo lo sportello. È la scelta in una casa in ristrutturazione o nuova. BTicino, per esempio, classifica il piccolo E315P8 a 8 moduli come centralino da incasso da completare con la sua scatola.
- Da parete: si avvita sul muro, nessuna traccia da fare. Va bene per aggiungere un sottoquadro (garage, taverna, cucina rifatta) o quando non puoi rompere il muro.
- IP40: protetto dagli oggetti sopra 1 mm, non dall’acqua. È il grado normale dentro casa.
- IP65: stagno alla polvere e ai getti d’acqua. Serve all’esterno, in garage umidi, cantine, lavanderie e per i quadri da cantiere. Con l’IP65 i passacavi vanno montati bene, altrimenti il grado di protezione si perde dal primo foro.
Lo sportello trasparente o fumé lascia vedere lo stato degli interruttori senza aprirlo; quello cieco è più ordinato. Alcuni centralini hanno il telaio estraibile: l’elettricista cabla gli apparecchi sul banco e poi monta il tutto, un lavoro più pulito.
Lo schema tipico di un appartamento
Non esiste uno schema unico, ma le linee di un appartamento di oggi si somigliano:
| Linea | Interruttore tipico | Cavo | Perché separata |
|---|---|---|---|
| Luci | C10 (o B10) | 1,5 mm² | se salta, restano le prese per una lampada |
| Prese generiche | C16 | 2,5 mm² | la linea più usata |
| Cucina: piano a induzione e forno | C16 o C20 | 2,5-4 mm² | i carichi più forti della casa, spesso dedicati |
| Lavatrice e lavastoviglie | C16 con differenziale (tipo F raccomandato) | 2,5 mm² | inverter e acqua insieme |
| Condizionatore fisso | C16 con differenziale (tipo F raccomandato) | 2,5 mm² | motore inverter, uso continuo d’estate |
| Scaldabagno elettrico | C16 | 2,5 mm² | assorbe a lungo, meglio da solo |
| Wallbox per l’auto elettrica | dedicato, dimensionato dall’elettricista | 4-6 mm² | carichi di ore, spesso serve un differenziale tipo A o B |
Le sezioni dei cavi sono quelle correnti nelle abitazioni: la scelta definitiva dipende dalla lunghezza della linea e dal modo di posa, e la fa chi firma l’impianto.
Perché salta il salvavita (e cosa fare)
Se scatta il differenziale e non un magnetotermico, c’è una dispersione verso terra. I casi più frequenti:
- Un elettrodomestico con acqua dentro: lavatrice, lavastoviglie, scaldabagno con la resistenza consumata, forno con umidità. Staccali uno alla volta e riarma: quando il salvavita resta su, hai trovato il colpevole.
- Umidità in una scatola di derivazione o in una presa esterna: succede dopo la pioggia o in bagno.
- Troppi apparecchi elettronici sullo stesso differenziale: ognuno disperde pochissimo, ma la somma arriva ai 30 mA. Qui la soluzione è dividere le linee su più differenziali, o passare a un tipo A o F meno sensibile ai disturbi.
- Il differenziale stesso invecchiato: se scatta senza motivo e il tasto di prova (T) risponde male, va sostituito.
Se invece salta un magnetotermico, quella linea è sovraccarica o in cortocircuito: riduci i carichi collegati; se riscatta subito a vuoto, chiama l’elettricista. Premi il tasto di prova del differenziale una volta al mese: lo chiede ogni produttore e ti dice se la protezione funziona ancora.
Cosa puoi fare da solo e cosa no
Il limite è netto, ed è bene dirlo subito. Il DM 37/2008 (il decreto sugli impianti negli edifici, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 61 del 12 marzo 2008) riserva installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione straordinaria degli impianti elettrici alle imprese abilitate, che a fine lavori rilasciano la dichiarazione di conformità. Sostituire o rifare il quadro, aggiungere una linea, cambiare la dotazione delle protezioni rientrano in questi lavori. Il progetto di un professionista diventa obbligatorio, per un’abitazione, sopra i 6 kW di potenza o i 400 mq di superficie.
Quello che puoi fare tu:
- Capire e scegliere: leggere il tuo quadro, contare i moduli liberi, decidere se vuoi il tipo F sulla lavatrice, un SPD, lo sportello trasparente, e comprare il materiale con cognizione.
- Riarmare un interruttore scattato dopo aver tolto la causa e provare il differenziale con il tasto T.
- Tenere l’ordine: etichettare ogni interruttore con la linea che protegge (luci, prese, cucina…) ti fa risparmiare tempo al primo guasto.
Quello che non devi fare:
- lavorare dentro il quadro con l’impianto in tensione, mai: anche con il generale abbassato i morsetti in ingresso restano sotto tensione;
- sostituire da solo un differenziale o aggiungere una linea «tanto è uguale a quello di prima»: oltre al rischio, resti senza dichiarazione di conformità, che serve in vendita, in affitto e per l’assicurazione in caso di incendio.
Se compri il materiale e lo fai montare, chiedi all’impresa che il nuovo quadro compaia nella dichiarazione di conformità con la lista dei componenti: le guide di settore ricordano che la dichiarazione copre la parte modificata e deve attestare la compatibilità con il resto dell’impianto.
Quanto costa
Un centralino vuoto da 12-24 moduli costa poche decine di euro; gli interruttori modulari di marca (BTicino, Gewiss, ABB, Hager, Schneider, Vimar) vanno da circa 10 € per un magnetotermico semplice a qualche decina per un differenziale, e di più per i tipo F e gli SPD. Per la manodopera, una guida di settore sui prezzi degli elettricisti indica 250-400 € per l’installazione del quadro di un appartamento, più l’uscita; con linee nuove da tirare e tracce nel muro il conto sale. Chiedi sempre un preventivo scritto con l’elenco dei componenti e la dichiarazione di conformità compresa.
I criteri per scegliere, in una tabella
| Criterio | Cosa guardare |
|---|---|
| Moduli | almeno il 30% liberi dopo il cablaggio: 24 per un appartamento normale, 36 per una casa grande o con wallbox |
| Installazione | incasso in ristrutturazione, parete per sottoquadri e aggiunte |
| Grado IP | IP40 in casa, IP65 fuori, in garage e in lavanderia |
| Differenziali | almeno due, da 30 mA; tipo F per lavatrice e condizionatore, A o B per la wallbox secondo le istruzioni del produttore |
| Magnetotermici | curva C per prese ed elettrodomestici, B per luci e cavi lunghi; 4,5 kA o 6 kA secondo il punto di consegna |
| SPD | consigliato sempre, obbligatorio nel livello 3 e dove il rischio fulmini lo richiede |
| Sportello | trasparente per vedere lo stato, cieco per l’estetica |
| Marca | una sola serie per tutto il quadro: pettini, morsettiere e accessori combaciano |
Centralini e interruttori da cui partire
Qualche componente di marca da cui cominciare, con il prezzo del giorno: li scegli tu, li monta l’elettricista.

BTicino E315P8 centralino da incasso 8 moduli DIN (Habita)
Il BTicino E315P8 è un centralino da incasso a 8 moduli della linea Habita, IP40, con portello fumé, da completare con la scatola da incasso: giusto per un sottoquadro con tre o quattro protezioni.

Intratec centralino da parete 2 file 24 moduli DIN IP65
Il centralino Intratec a 2 file per 24 moduli è da parete e, secondo la scheda del venditore, ha grado IP65: la misura giusta per un appartamento o per un quadro in garage e cantina.

Gewiss quadro di distribuzione 8 moduli DIN IP40
Il centralino Gewiss a 8 moduli IP40 è l’alternativa compatta per un piccolo quadro di distribuzione interno (dati dalla scheda Amazon; chiedi al venditore il codice esatto per la scheda tecnica).

BTicino GC8813AC16 magnetotermico differenziale 1P+N 16 A 30 mA
Il BTicino GC8813AC16 è il magnetotermico differenziale tipo della linea prese: 1P+N, C16, 30 mA, tipo AC, 4,5 kA, 2 moduli, norma CEI EN 61009-1.

BTicino GC723AC25 interruttore differenziale 2P 25 A 30 mA
Il BTicino GC723AC25 è un differenziale puro 2P da 25 A e 30 mA, tipo AC, 2 moduli, norma CEI EN 61008-1: il classico «salvavita» a monte di un gruppo di magnetotermici.
Le nostre guide sul quadro elettrico
Le guide di questa sezione (differenziali tipo A e F, scaricatori di sovratensione, sottoquadri per garage e giardino, interruttori Wi-Fi da quadro) arrivano nelle prossime settimane e compariranno qui.
Domande frequenti
Che cos’è un quadro elettrico?
È il contenitore, da incasso o da parete, che raccoglie le protezioni dell’impianto: interruttore generale, differenziali e magnetotermici, più eventuali scaricatori e dispositivi di controllo. Da lì partono tutte le linee della casa.
Cosa mettere in un quadro elettrico di casa?
Almeno: un interruttore generale, due differenziali da 30 mA su circuiti separati e un magnetotermico per ogni linea (luci, prese, cucina, elettrodomestici con acqua, condizionatore). Consigliati: un differenziale dedicato con tipo F per lavatrice e condizionatore e uno scaricatore di sovratensione.
Qual è la differenza tra un contatore e un quadro elettrico?
Il contatore è del distributore, misura i consumi e limita la potenza del contratto. Il quadro è tuo e protegge persone e cavi: sta dopo il contatore, dentro casa.
Quali sono i tipi di quadro elettrico?
Per installazione: da incasso o da parete. Per protezione: IP40 per l’interno, IP55 e IP65 per esterno, garage e lavanderie. Per uso: quadri generali d’appartamento, sottoquadri (garage, taverna), quadri da cantiere con prese e quadri industriali, che sono un altro mondo.
Quanto costa installare un quadro elettrico in un appartamento?
Secondo una guida di settore sui prezzi degli elettricisti, 250-400 € di manodopera per l’installazione del quadro, più l’uscita e il materiale. Con linee nuove e opere murarie il preventivo sale.
Quanto costa fare un impianto elettrico in una casa di 100 mq?
Dipende da livello di dotazione, numero di punti luce e prese, domotica e opere murarie: è un lavoro da preventivo, non da tabella. Il quadro è solo una voce; chiedi almeno due preventivi dettagliati per punto e con la dichiarazione di conformità compresa.
Un quadro vecchio con un solo salvavita è fuori legge?
No, se era a norma quando è stato fatto: la legge non obbliga ad adeguare gli impianti esistenti. Ma quando rifai il quadro o l’impianto, il lavoro deve rispettare la norma di oggi, che chiede la protezione differenziale divisa su almeno due circuiti.
Da dove partire
Apri lo sportello e conta: quanti differenziali, quanti magnetotermici, quanti moduli liberi. Se hai un solo salvavita e due interruttori, un quadro nuovo con quattro-cinque linee e due differenziali cambia la vita quotidiana: un guasto alla lavatrice non spegne più la casa. Scegli centralino e componenti con i criteri della tabella, poi fai montare tutto da un’impresa abilitata e conserva la dichiarazione di conformità insieme alle fatture. Il resto delle guide di questa sezione ti aiuta a scegliere i singoli componenti.
